Hotel Pinocchio

 C′era una volta un pezzo di legno

C′era una volta un pezzo di legno

 Queste tre pere erano per la mia colazione

Queste tre pere erano per la mia colazione

 Basta così! stasera faremo i nostri conti

Basta così! stasera faremo i nostri conti

 Invece di tornartene a casa tua dovresti venire con noi

Invece di tornartene a casa tua dovresti venire con noi

 Perché io sono diventato un gran signore

Perché io sono diventato un gran signore

 E non ebbe fiato per dire altro

E non ebbe fiato per dire altro

 In questa casa non c′è nessuno

In questa casa non c′è nessuno

 Se è amara non la voglio

Se è amara non la voglio

 Siamo venuti a prenderti

Siamo venuti a prenderti

 C′è sempre tempo per andare a scuola

C′è sempre tempo per andare a scuola

 Te l′ho promesso

Te l′ho promesso

 Eccoci giunti

Eccoci giunti

 Chi più felice, chi più contento di loro

Chi più felice, chi più contento di loro

 Questo paese non somiglia a nessun altro paese al mondo

Questo paese non somiglia a nessun altro paese al mondo

 Quanto vuoi di codesto ciuchino zoppo

Quanto vuoi di codesto ciuchino zoppo

 -Bada Pinocchio!...Il mostro ti raggiunge!

-Bada Pinocchio!...Il mostro ti raggiunge!

 Difatti andarono, e bussarono alla porta 2

Difatti andarono, e bussarono alla porta 2

 Come ero buffo, quand′ero un burattino

Come ero buffo, quand′ero un burattino

Hotel Pinocchio

“… direi piuttosto che Pinocchio è altamente indiziario, che è un libro di tracce, orme, indovinelli, burle, fughe, che ad ogni parola colloca un capolinea.”

Pinocchio: un libro parallelo, Giorgio Manganelli, Adelphi.

La serie fotografica “Hotel Pinocchio” è ispirata al libro di Carlo Collodi “Le avventure di Pinocchio- Storia di un burattino”. Ho scelto, ho centrato il fuoco su una decina di episodi chiave del romanzo e li ho messi in scenda costruendo dei set che esaltino e evidenzino il lato “magico” della storia, la potenza simbolica ed esoterica dei personaggi e delle situazioni. Sono interessata alla capacità che ha avuto questo libro di entrare nell’immaginario collettivo e nel linguaggio comune tanto da essere metafora condivisa per nominare alcune circostanze (si pensi solo al naso come sinonimo e sintomo della bugia, all’accezione che ha il definire qualcuno come “il gatto e la volpe”, il significato del “Paese dei balocchi” …). In linea con i miei precedenti lavori mi sono concentrata sulla potenza evocativa della favola, essenzializzando dei passaggi e rendendoli più attuali rispetto all’epoca in cui è ambientato il romanzo. La mia ricerca è partita dallo studio del materiale prodotto intorno alla favola del burattino, dalle riduzioni cinematografiche che ne sono state tratte – quelle di Giulio Antamoro, Luigi Comencini, Roberto Benigni tra le più famose- alle illustrazioni, ai saggi e gli scritti più celebri intorno alla storia con particolare attenzione alla riscrittura/analisi di Giorgio Manganelli nel suo “Pinocchio: un libro parallelo”. Importante è stata la ricerca dei luoghi e dei volti giusti, la preparazione degli abiti al fine di costruire delle vere e proprie mise en scène. Le stanze come luogo letterario e palcoscenico dove avvengono gli episodi chiave sono indicate con il numero del capitolo di riferimento del romanzo. L’idea è stata quella di creare immagini/simbolo capaci di essere fortemente suggestive sia singolarmente sia composte nell’insieme in un’unica visione.