Cartografie del silenzio

 Cartografie del silenzio (1)

Cartografie del silenzio (1)

 Cartografie del silenzio (2)

Cartografie del silenzio (2)

 Cartografie dal silenzio (3)

Cartografie dal silenzio (3)

 Cartografie del silenzio (4)

Cartografie del silenzio (4)

 Cartografie del silenzio (5)

Cartografie del silenzio (5)

 Cartografie del silenzio (6)

Cartografie del silenzio (6)

 Cartografie del silenzio (7)

Cartografie del silenzio (7)

 Cartografie del silenzio (8)

Cartografie del silenzio (8)

 Cartografie del silenzio (9)

Cartografie del silenzio (9)

 Cartografie del silenzio (10)

Cartografie del silenzio (10)

Cartografie del silenzio
Luce salvata

Il Mausoleo di Galla Placidia e la Sinagoga di Pisa sono due luoghi del sacro: hanno a che fare con la preghiera e la verticalità dello sguardo. Sono spinta, salto – a cercare in alto.  Sono vertebre che si allungano verso l’infinito. Sono luoghi dove arde un “fuoco”, dove la luce risplende in lampadari e candelabri come in fiamme che annunciano il martirio e  in volte stellate che rapiscono e avvolgono. Cerve che si abbeverano ad un’acqua inestinguibile, santi pronti al sacrificio, scale monumentali. Storie centenarie, ferite e fulmini che hanno cambiato le ossa di queste strutture. Sto approfondendo e studiando simboli e vicende, sono luoghi fatti di segni sovrapposti e di silenzio: un’abbondanza di significati e rimandi come di porte che si aprono su segreti e misteri spesso insondabili. Sia il Mausoleo che la Sinagoga sono luoghi che chiedono silenzio, chiedono alla parola quotidiana di ritirarsi in un vuoto che si fa nido interiore. Solo da lì può alzarsi la parola autentica- simile al canto- che si fa spazio tra le stelle ed il destino. L’idea, proseguendo lungo la linea del mio ultimo lavoro Atlas, è quello di creare una serie di sequenze –fatte di dittici e trittici-dove parti e particolari di questi edifici, dei mosaici, dei dettagli architettonici e di ciò che è contenuto al loro interno si affianchino ad altri elementi come paesaggi e ritratti. Vorrei dare vita a piccole storie poetiche visivamente composte con un sentimento tra il mistero e l’incanto. Assonanze, rime visive, accordature per una narrazione sospesa. Nell’affiancare immagine ad immagine cercherò di trasmettere il senso di una luce crepuscolare, incerta e fragile, che chiude e apre la luce nel cielo. Il lavoro si chiamerà “Cartografie del silenzio” : le sequenze saranno come piccole mappe per l’ascolto, carte per osservare la bellezza che fa rimare il mondo.