Lab 1930. Fotografia contemporanea
via Mantova 21, Milano
9 giugno – 26 settembre 2026

Vernissage
Martedì 9 giugno h 18-20
Sarà presente l’artista

Orari di apertura
giugno e settembre: da martedì a giovedì h 15-19 | venerdì e sabato su appuntamento | chiuso lunedì
luglio: su appuntamento
agosto: chiuso

Informazioni al pubblico e appuntamenti
elena@lab1930.com

 

 

“Tutte le immagini scompariranno” è la mostra di Alessandra Baldoni che dal 9 giugno al 26 settembre 2026 viene presentata all’interno di Lab 1930, spazio espositivo esclusivamente dedicato alla fotografia contemporanea, situato in via Mantova 21 a Milano. Saranno esposte due serie: L’universo non ha un centro (2024) e l’inedita Leggenda privata (2026).
Alessandra Baldoni ama definirsi poetessa oltre che artista visiva, e in quest’occasione la fotografia si origina proprio dalla parola scritta: il titolo della mostra riprende infatti l’incipit de Gli anni (2008) del premio Nobel per la letteratura Annie Ernaux.
“Tutte le immagini scompariranno”: un’affermazione che, in un’epoca dettata dal predominio del visuale, risulta solo all’apparenza paradossale. È infatti proprio il sovraccarico di immagini a renderle fragili: esse finiscono per scorrere incessantemente, consumate dalla velocità con cui vengono create e dimenticate.
A questa sorta di apocalisse visiva Alessandra Baldoni risponde compiendo un gesto opposto: decide di rallentare e di compiere un passo indietro, per provare ad ascoltare e ad ascoltarci, e quindi per scegliere cosa salvare. Definendosi “archivista sentimentale”, l’artista porge l’orecchio a voci solitamente inascoltate, nel tentativo di salvare storie di fragilità e vulnerabilità.
Viaggiando tra epoche, storie e miti differenti, ma tenendo sempre ben salde le radici nelle sue terre, Alessandra Baldoni recupera immagini che altrimenti rischierebbero di essere perdute. Il risultato è il dialogo tra gli scrigni della serie L’universo non ha un centro (2024), già esposti alla mostra “PRIMA” alla Galleria BPER a Brescia e all’ultima edizione del MIA Photo Fair a Milano, e i sette reliquiari che compongono la nuova serie dal titolo Leggenda privata (2026).
Gli scrigni che compongono L’universo non ha un centro (2024) custodiscono dettagli e gesti fotografati da capolavori di artiste vissute nei secoli scorsi, in una pratica di recupero e riconoscimento di talenti femminili spesso dimenticati o volutamente oscurati. Su queste immagini, Alessandra Baldoni interviene successivamente con delle poesie da lei stessa composte: l’immagine genera la parola e, a sua volta, la parola ci permette di reimmaginare le immagini.
Se lo scrigno protegge l’immagine, il reliquiario la eleva a materia da venerare. In Leggenda privata (2026) Alessandra Baldoni guarda alla tradizione dei reliquiari sacri della sua Umbria, per poi raccogliere immagini, dettagli e frammenti simbolici in elegie visive profondamente intime e personali. Nel tentativo di resistere allo scorrere del tempo, nasce una sorta di archivio affettivo che si apre alla possibilità di diventare, anche per noi, una presenza taumaturgica.

Biografia
Alessandra Baldoni è nata a Perugia nel 1976. Vive e lavora a Magione, vicino al Lago Trasimeno.
Insegna Fotografia alla Laba di Rimini, Storia dell’arte contemporanea e Visual Communication al NID – Nuovo Istituto di Design di Perugia; da anni tiene laboratori di fotografia narrativa. Espone in Italia, Europa e Asia. Finalista e vincitrice di numerosi premi internazionali, le sue opere fanno parte di importanti collezioni
Alessandra Baldoni: Le mie foto sono il risultato di ‘piccoli copioni scritti per uno scatto’, metto in scena set reali, costruisco un mondo metafisico e incantato, cerco di raccontare i luoghi dell’anima, geografie
esistenziali in cui tutti possono riconoscersi.
I temi centrali della mia ricerca sono la memoria, il sogno, la favola e l’amore. Sono una scrittrice, lavoro sulla narrativa convinta che esistere sia raccontare ed essere raccontati.

Lab 1930. Fotografia contemporanea
è una piccola e accogliente galleria nel quartiere di Porta Romana a Milano. Fondata nel 2022 da Elena Carotti, storica dell’arte con alle spalle un’esperienza ventennale nel mondo dell’editoria d’arte contemporanea, la galleria si occupa di:
• Promozione e vendita delle opere degli artisti rappresentati;
• Consulenza per la formazione e lo sviluppo di collezioni;
• Consulenza editoriale per la realizzazione di dummy e photobook.
La ricerca di Lab 1930. Fotografia contemporanea, che rappresenta principalmente autori mid-career, si incentra principalmente sulle più recenti tendenze della fotografia contemporanea in cui i lavori fotografici, spesso a tiratura unica o limitatissima, sperimentano nuovi linguaggi e si contraddistinguono per la forte narratività.
Per ampliare lo sguardo sulla contemporaneità e dare un’opportunità a giovani promettenti artisti under 27 di interfacciarsi con il mercato dell’arte è nato nel 2025 il progetto Lab 1930 YOUNG che una volta all’anno presenta le opere di giovani autori di talento seguito l’anno successivo da Lab 1930 BON VIVRE con l’intento mettere in dialogo annualmente serie fotografiche, anche non recenti, degli autori rappresentati con opere di design.
Lo spazio espositivo, ripensato dall’architetto Emanuela Terrile, è caratterizzato dall’originale pavimento in cementine degli anni Trenta, mentre il progetto di illuminotecnica, studiato insieme a Biffi Luce, prevede faretti a led ad alta efficienza con un indice di resa cromatica molto alto per evitare le alterazioni di colore. Montati su binari elettrificati sono orientabili e si adattano al variare dei formati delle opere.